Guida pratica

Come preparare i requisiti di un gestionale su misura: la checklist in 9 passi

Cosa raccontare, quali documenti portare e quali decisioni prendere prima di chiedere il primo preventivo.

27 ottobre 2026·7 min di lettura·Yourgest

Prima di chiedere un preventivo per un gestionale su misura, c’è un lavoro che nessun fornitore può fare al posto tuo: spiegare come lavori. Non servono documenti tecnici né elenchi di funzioni in gergo. Serve un quadro onesto di ciò che succede ogni giorno in azienda, di cosa non funziona e di cosa vorresti ottenere. Se arrivi al primo incontro con questo quadro, il preventivo sarà più preciso, più veloce e più vicino a quello che ti serve.

Questa guida è una checklist da leggere e adattare. La puoi usare così com’è, scorrendo le domande e annotando le risposte su un foglio.

Perché i requisiti contano più di quanto sembri

I «requisiti» sono la descrizione di cosa deve fare il software. Sembra una formalità ed è il punto in cui si decide gran parte del costo e del risultato. Un requisito dimenticato emerge a sviluppo avviato, quando cambiarlo è caro. Un requisito inutile entra nel preventivo e si paga senza usarlo. Ben fatti, i requisiti permettono di confrontare due preventivi sulla stessa base e di verificare, a fine lavori, se il sistema fa quello che ci si era detti.

Passo 1: racconta una giornata tipo, per ogni ruolo

Parti dalle persone, non dalle funzioni. Per ogni ruolo che userà il sistema scrivi una giornata normale, dall’inizio alla fine.

  • La responsabile amministrativa: da dove parte la mattina? Quali documenti prepara? Cosa controlla? Cosa le fa perdere più tempo?
  • Il magazziniere: come riceve gli ordini del giorno? Come registra carichi e scarichi? Cosa succede quando una giacenza non torna?
  • Il tecnico o il caposquadra: come riceve i lavori? Cosa compila a fine giornata? Come arriva l’informazione in ufficio?
  • L’agente o il commerciale: come prende un ordine? Dove trova il listino del cliente? Come sa se una consegna è partita?
  • Il titolare: quali numeri guarda, e con quale frequenza? Quali domande gli restano senza risposta?

Non ti serve scrivere in modo ordinato. Appunti a punti elenco vanno benissimo. Il valore sta nei dettagli concreti: «ogni mattina stampo l’elenco degli interventi e lo consegno a mano ai tecnici» dice più di dieci righe di descrizione astratta.

Passo 2: elenca i processi, in ordine di importanza

Dalle giornate tipo ricava i processi: i filoni di lavoro che il software deve supportare. Per esempio: preventivo, ordine, consegna, fattura, incasso. Oppure: richiesta di intervento, assegnazione, rapportino, fatturazione. Per ognuno annota:

  • da dove parte e dove finisce;
  • chi coinvolge;
  • quali documenti produce;
  • quali eccezioni ci sono (clienti con condizioni diverse, casi particolari, urgenze);
  • quanto è frequente.

Poi ordinali. Non tutti i processi pesano allo stesso modo: scegli i tre che, se andassero meglio, ti farebbero guadagnare più tempo o ridurre più errori. Da lì conviene partire. Il resto può entrare in una seconda fase.

Passo 3: porta esempi reali

È il consiglio più utile di tutta la guida. Al primo incontro porta i documenti veri:

  • una fattura, un DDT, un preventivo, un rapportino, un ordine;
  • il foglio di calcolo che usi per tenere sotto controllo qualcosa;
  • un elenco clienti, un listino, un file di giacenze, anche con i loro difetti;
  • un esempio di report che vorresti ottenere, anche disegnato a mano.

Un documento reale racconta in un colpo d’occhio ciò che a parole richiede mezz’ora: quali campi servono, quali formule applichi, come ragioni. Un buon fornitore ci passa del tempo, perché da lì capisce cosa costruire.

Passo 4: chiarisci cosa deve entrare e cosa no

Per ogni processo distingui tre livelli:

  • Indispensabile: senza questo il sistema non ha senso.
  • Importante: farebbe una differenza concreta, ma si può avviare anche senza e aggiungere dopo.
  • Sarebbe bello: un desiderio, non un bisogno.

Questa distinzione ti salva da due errori opposti: voler mettere tutto subito (e far salire il costo) oppure togliere qualcosa che poi si rimpiange. Dire apertamente «questo lo voglio in una seconda fase» è una scelta di metodo, non una rinuncia. Ne parliamo anche nella guida su quanto costa un gestionale su misura, dove il perimetro è la voce che pesa di più.

Passo 5: dati, programmi e collegamenti

Prepara un elenco di ciò che esiste già:

  • Dati da portare dentro: clienti, fornitori, articoli, listini, giacenze, contratti, storici. In che forma sono (fogli, un vecchio gestionale, carta)? Quanto sono ordinati?
  • Programmi che usi oggi: fatturazione, contabilità del commercialista, sito o negozio online, bilance, stampanti di etichette, strumenti degli agenti.
  • Collegamenti che desideri: quali di questi programmi dovrebbero scambiare dati con il nuovo gestionale e in quale direzione.

Non tutti i collegamenti sono possibili e non tutti valgono il loro costo: dipende da cosa offre l’altro programma per scambiare i dati. Per i dati esistenti, due letture utili sono da Excel a gestionale e migrare i dati dal vecchio gestionale.

Passo 6: persone, ruoli e permessi

  • Quante persone useranno il sistema, e con quali ruoli?
  • Chi deve vedere cosa? Per esempio, l’agente vede solo i suoi clienti, il tecnico solo i suoi interventi, l’amministrazione tutto.
  • Chi lavora fuori sede e da quale dispositivo (smartphone, tablet, computer)?
  • Le zone dove si lavora hanno poca copertura? In quel caso va considerata la compilazione senza rete con sincronizzazione al ritorno del segnale.
  • Chi, in azienda, sarà il referente del progetto? Qualcuno che conosce i processi e ha il tempo di rispondere ai dubbi.

Passo 7: regole particolari e casi limite

Questa è la parte che di solito si scopre tardi. Chiediti: quali sono le eccezioni che «nessun software standard capirebbe»? Alcuni esempi tipici:

  • clienti con listini, sconti o condizioni di pagamento speciali;
  • unità di misura che cambiano tra ordine, consegna e fatturazione;
  • provvigioni calcolate su regole diverse per agenti diversi;
  • fatturazione differita, ricorrente o a stati di avanzamento;
  • documenti che devono riportare informazioni particolari;
  • passaggi di approvazione (chi autorizza uno sconto, un acquisto, una variazione).

Se oggi queste regole vivono nella testa di una persona, scrivile. È uno dei momenti più preziosi del progetto, perché rende esplicito ciò che era implicito.

Passo 8: cosa vuoi misurare

Quali numeri vorresti vedere senza fatica? Fatturato per cliente, margine per commessa, scadenze in arrivo, giacenze sotto soglia, interventi in ritardo, provvigioni maturate. Elencali con la frequenza con cui li guardi. Spesso questo elenco, da solo, spiega meglio di qualsiasi descrizione cosa ti aspetti dal sistema. Il lavoro dei cruscotti è descritto nella pagina su dashboard e report.

Passo 9: tempi, budget e vincoli

Non serve avere un budget preciso, ma un ordine di grandezza aiuta il fornitore a proporre un perimetro realistico, e il confronto sulle cifre è molto più sereno se avviene presto. Scrivi anche i vincoli di calendario: stagionalità da evitare, scadenze fiscali, periodi in cui non puoi permetterti di cambiare strumento, eventi importanti. Il momento dell’avvio conta quasi quanto il software.

La checklist, tutta insieme

  1. Ho descritto una giornata tipo per ogni ruolo?
  2. Ho elencato i processi e li ho messi in ordine di importanza?
  3. Ho raccolto documenti ed esempi reali (fatture, DDT, fogli, report)?
  4. Ho diviso ciò che è indispensabile da ciò che si può rimandare?
  5. So dove si trovano i dati da portare dentro e in che stato sono?
  6. Ho elencato i programmi che usiamo e i collegamenti che vorrei?
  7. So quante persone useranno il sistema, con quali ruoli e da quali dispositivi?
  8. Ho scritto le eccezioni e le regole particolari che oggi stanno nella testa di qualcuno?
  9. Ho una lista di numeri che vorrei vedere ogni settimana o ogni mese?
  10. Ho un ordine di grandezza di budget e un calendario da rispettare?
  11. Ho scelto un referente interno per il progetto?

Cosa non devi fare

Non devi scrivere il progetto tecnico, scegliere tecnologie o disegnare schermate: è il nostro lavoro, e lo facciamo con te durante la progettazione, con prototipi da commentare. Non devi nemmeno avere tutte le risposte: dire «non lo so» è un dato utile, e il primo incontro serve proprio a trasformare i dubbi in domande precise. Sono molto più pericolosi i requisiti scritti con troppa sicurezza e poco contatto con il lavoro reale.

E dopo la checklist?

Con queste note in mano, il primo incontro diventa una conversazione concreta. Da lì si prepara un preventivo scritto, con le funzioni descritte in italiano e il perimetro chiaro. Come si svolge il progetto dopo il preventivo è raccontato in come nasce un gestionale su misura, mentre le risposte alle domande più comuni sono nelle domande frequenti.

Se vuoi, puoi portarci anche solo una versione parziale della checklist: spesso il lavoro si completa a voce, in un’ora di chiacchierata. Il primo incontro è gratuito e senza impegno, in sede a San Donà di Piave, da te o in videochiamata. Scrivici e fissiamo un momento.

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